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Maggio 2010 | Rivista online

Eccellenti risultati per i vini rosati italiani nell’ambito del Concours Mondial du Rosé organizzato dall’Unione degli enologi francesi a Cannes.

Nel corso di questa settima edizione, che ha visto quasi mille vini di oltre venti Paesi produttori degustati, rigorosamente alla cieca, l’Italia ha conquistato sette medaglie d’oro e undici medaglie d’argento.
Di queste diciotto medaglie ben otto vanno a vini di area gardesana, con una particolare affermazione del Bardolino Chiaretto, che incontra un crescente successo testimoniato dall’incremento delle vendite (nei primi tre mesi del 2010 ha fatto segnare un ulteriore +16% annuo, portando l’incremento complessivo dell’ultimo quadriennio addirittura all’80%), e porta a casa due medaglie d’oro e tre d’argento.

Sul gradino più alto del podio sono saliti il Bardolino Chiaretto della Cantina di Castelnuovo del Garda, presieduta da Giorgio Tommasi, alla guida anche del Consorzio di tutela bardolinese, e il Bardolino Chiaretto Spumante dell’azienda agricola Benazzoli di Pastrengo.
L’argento è stato attribuito al Bardolino Chiaretto di tre storiche aziende vinicole veronesi: Campagnola (il vino reca in etichetta il nome di Roccolo del Lago), Sartori (è il Campo del Benaco) e Zeni (il Vigne Alte). Una prova di squadra considerevole per il Chiaretto bardolinese. Medaglia d’oro anche per l’Astoria Lounge rosé, il Bisol Brut Desiderio Jeio, per il Garda Chiaretto di Costaripa, il Garda Chiaretto di Provenza, l’IGT Salento Calafuria di Tormaresca. Medaglie d’argento per il Lagrein della Cantina di Aldeno in Trentino, per un Nebbiolo rosé “spumante” di Dezzani, per il Montepulciano cerasuolo Dama di Marramiero, per l’Igt Toscana Belguardo di Mazzei, il Garda Chiaretto di Redaelli De Zinis, il Lacryma Christi del Vesuvio Vigna Lapillo di Sorrentino, il Montepulciano Cerasuolo di Spinelli, il Castel del Monte Primaronda di Torrevento.
I dati di partecipazione alla rassegna francese confermano dunque il rinnovato interesse per i vini rosati, che, come affermano gli organizzatori del Mondial du Rosé, dopo essere stati “confinati per anni in un’immagine di bevande estive o quasi di pittoresche cartoline da vacanza, hanno ora conquistato un ruolo da protagonista”.

Ed il successo dei rosé è certamente dovuto, prendendo sempre a prestito le parole dell’associazione degli enologici transalpini, “all’ambizione e alla volontà dei vignaioli-produttori di realizzare un vino dalle esigenze tecniche ed enologiche quanto mai complesse”.
Va sottolineato che dei diciotto vini italiani premiati, quattordici si collocano nella fascia di prezzo da 3 a 7 euro.

Franco Ziliani


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