Italia a Tavola

Maggio 2011 | Rivista online

Italia terza al Mondial du Rosé. Unico oro al Cerasuolo d’Abruzzo
Con 14 medaglie (1 d’oro, 13 d’argento) l’Italia si è classificata terza al Mondial du Rosé 2011, preceduta dalla Spagna (23 medaglie) e dalla Francia (208), che si conferma la nazione più premiata. L’unica medaglia d’oro italiana è stata attribuita al Terra d’Aligi Doc Cerasuolo d’Abruzzo 2010
Con un totale di 14 medaglie, di cui una d’oro e 13 d’argento, l’Italia si è attestata al terzo posto nella classifica finale del Mondial du Rosé 2011. L’unica medaglia d’oro italiana è andata al Terra d’Aligi Doc Cerasuolo d’Abruzzo 2010 dell’Azienda agricola Terra d’Aligi di Atessa, in provincia di Chieti.
A fronte di una crescita complessiva del numero di medaglie assegnate (276 di cui 70 d’oro, contro le 257 del 2010 di cui 47 d’oro), l’Italia ha portato a casa 4 medaglie in meno rispetto allo scorso anno (quando ottenne ben 7 ori e 11 argenti) ed è stata superata dalla Spagna, seconda classificata con 23 riconoscimenti in totale, 6 medaglie d’oro e 17 d’argento.
Regina incontrastata anche quest’anno è la Francia, che ha ricevuto ben 208 premi di cui 55 medaglie d’oro e 153 d’argento. Tra le altre nazioni partecipanti, va segnalata la buona performance della Repubblica Ceca, che ha conquistato solo 3 medaglie, ma tutte d’oro.
Giunto ormai alla sua 8ª edizione, il Mondial du Rosé è un’iniziativa che nasce con l’intento di valorizzare e premiare la volontà e l’ambizione di vignaioli-produttori che riescono a dare vita ad un vino dalle esigenze tecniche ed enologiche quanto mai complesse. L’Unione degli enologi francesi ha così scelto di rendere ai vini rosati del mondo una particolarissima attenzione. Il concorso parigino è la sola degustazione professionale inquadrata dalle norme richieste dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino ed è riservata ai produttori di rosato di tutte le regioni viticole del mondo.
Forte del suo successo nel 2010, con circa 900 campioni (di cui 75 effervescenti) in provenienza da 21 Paesi del mondo, il Mondial du Rosé ha affidato anche quest’anno le operazioni di valutazione a una cinquantina di noti degustatori-esperti attentamente scelti, in rappresentanza di circa 15 nazioni. Se una medaglia su di una bottiglia è oggi per il consumatore la certezza che un operatore professionale l’ha degustata, giudicata e apprezzata, la cauzione morale che incombe attorno al sigillo del Mondial du Rosé è altrettanto grande.
Come effervescente oppure come vino tranquillo, il rosato resta un vino conciliatore. Viene apprezzato per la sua prodezza enologica o perché richiama il piacere del vivere.

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